ENRICO

IL FLAMENQUERO SOTTO LA DOCCIA.

“Il flamenco rimane, nella testa, nelle dita, negli occhi, anche quando torno a casa e ascolto il ritmo dell’acqua.”

“Sguardo intenso, movimenti armonici, improvvisi colpi di tacco. Ma il flamenco non è solo questo. Ogni volta che ho davanti un nuovo allievo, prima ancora di mostrare i passi di una danza che è cultura e tradizione, cerco di insegnare l’ascolto dell’animo.”

Enrico
Enrico
Enrico
Enrico
Enrico

“Perché il flamenco ti fa entrare in contatto con la tua parte più vera.”

“Chi sceglie di danzarlo è un attore chiamato a interpretare la musica con il viso e il corpo, proprio come avveniva quando questa danza popolare è nata nelle piazze dell’Andalusia, come accompagnamento per i musicisti che cantavano storie con la chitarra.
Ancora oggi a ogni esibizione – che sia una semplice lezione di gruppo o un vero spettacolo – il flamenco narra emozioni per chi danza e per chi osserva.”

Enrico
Enrico
Enrico

“Bisogna aver voglia di tirare fuori chi si è veramente, svelarsi.”

“La difficoltà non sta solo nelle coreografie. C’è la postura, con il busto eretto e lo sguardo fiero, il coordinamento perfetto, il battere ritmico. La mano che si muove come una farfalla svolazzante. Ogni movenza ha un significato preciso, per esempio la malinconia si esprime con un ballo lento, con poco calpestio, movimenti seri alternati a brusche soste. La gioia e l’ironia richiedono invece piedi leggeri, tacco-punta sottile, gesti veloci, sguardo frizzante.
E una volta fatte proprie queste movenze, è quasi impossibile abbandonarle. La lezione finisce, gli allievi se ne vanno, le luci si abbassano, ma il canale espressivo è impossibile da arrestare. Come un fiume in piena. Il flamenco rimane, nella testa, nelle dita, negli occhi, anche quando torno a casa e ascolto il ritmo dell’acqua. Il flamenco è parte di me in ogni momento, anche sotto la doccia.”

Enrico
Enrico
Enrico
Enrico

#STORIESOTTOLADOCCIA

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